L'UOMO CHE TREMA by Andrea Pomella

L'UOMO CHE TREMA by Andrea Pomella

autore:Andrea Pomella [Pomella, Andrea]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: Psychology, General
ISBN: 9788858429341
Google: fCRtDwAAQBAJ
editore: Giulio Einaudi Editore
pubblicato: 2018-09-18T12:38:10+00:00


10.

Un giro alla Balduina

Una volta, parlando di David Foster Wallace, Grazia mi ha chiesto: – Secondo te perché si è ammazzato? – Me lo ha chiesto come se io fossi l’esecutore testamentario di David Foster Wallace, o il suo miglior amico, o – cosa ancora piú improbabile – il suo psicoanalista. – Immagino perché stava molto male, – furono le uniche parole che mi uscirono di bocca. Poi ci pensai un po’ su e la invitai alla lettura di Una cosa divertente che non farò mai piú, il piú comico, stralunato, angoscioso, farsesco reportage letterario moderno, la cronaca umoristica di una settimana di crociera ai Caraibi commissionata dalla rivista «Harper’s» in cui Wallace, attraverso l’osservazione della fenomenologia dell’industria delle crociere extralusso, arriva a toccare il cuore marcio dell’America e, con esso, il cuore di tutti noi accoliti dell’internazionale dei depressi.

In realtà lo stesso Wallace, in Infinite Jest, aveva scritto: «La persona in cui l’invisibile agonia della Cosa raggiunge un livello insopportabile si ucciderà proprio come una persona intrappolata si butterà da un palazzo in fiamme»1, donandoci quella che reputo una delle piú azzeccate descrizioni dello stato d’animo di un depresso terminale. Ma se avessi citato a Grazia questo passaggio di Infinite Jest, probabilmente non avrei fatto centro. Capivo che mi aveva rivolto quella domanda, con quella precisa modulazione vocale, non perché si aspettasse da me una spiegazione a effetto, ma perché mi riconosce una sorta di autorità in materia di depressione. O insomma, seppure inconsciamente, sentiva che, riguardo al rapporto fra scrittura e depressione, avrei avuto forse qualcosa d’interessante da dirle, un mistero da svelare, e non – si badi bene – un mistero qualsiasi, ma il mistero dei misteri. Mi chiedeva grosso modo questo: di portare la luce nel profondo mattatoio emotivo di uno scrittore affetto dal male di vivere.

Sono convinto che oggi ci sia in giro una gran voglia di ridere, piú che in ogni altro tempo. Io stesso passo le giornate ad avere voglia di ridere, a cercare il comico in ogni cosa. Ma questo non significa che siamo persone allegre. Anzi, secondo me significa l’esatto contrario. Robert Musil, in Pagine postume pubblicate in vita, ha scritto: «Il cavallo, se cosí si può dire, ha quattro ascelle e perciò soffre il solletico il doppio dell’uomo»2. C’è un risvolto che spesso è sottovalutato quando si tenta di definire la depressione, e che a mio giudizio è invece essenziale. È qualcosa che ha a che fare con la disillusione, ma che rappresenta forse la principale difesa del depresso dalla canicola insopportabile del palazzo in fiamme: è la profonda, a volte feroce, inestinguibile sete di ironia attraverso cui il depresso filtra la propria visione del mondo. Gli scrittori depressi ricorrono all’ironia piú spesso degli scrittori non depressi. Questo è un dato di fatto. Lo scrittore depresso, in un certo senso, ha quattro ascelle. Come il cavallo.

Non è quindi un caso che due tra le opere letterarie che rispondono meglio alla domanda cos’è la depressione o, se si preferisce, com’è il



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